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La nostra storia......

La storia del Liceo Statale ”Publio Virgilio Marone” ieri ……..

La nascita dell’Istituto Magistrale “P.E. Imbriani” rinominato “P. Virgilio Marone” fu fortemente voluta nel XIX secolo per potenziare la crescita culturale del comune di Avellino, nel quale vi erano solo due Istituti d’istruzione superiore, naturalmente solo maschili, e nemmeno molto frequentati. Se poi si considera la situazione delle classi sociali meno privilegiate, per non dire disagiate, il quadro assume tinte fosche, poiché l’analfabetismo era imperante. Il corso politico imposto dal nuovo Regno si interessò al problema d’istruire il popolo e promise anche premi ai maestri che avessero insegnato a tutti i loro alunni a leggere e scrivere. Serviva, dunque, una nuova figura di maestro, ruolo a quel tempo prevalentemente svolto dal clero.
Nell’anno di grazia 1866, nonostante i timori di alcune  famiglie avellinesi che non vedevano di buon occhio la nascita d’una istituzione scolastica per le loro figliole, perché sarebbero state da ciò sviate dalla loro millenaria missione di madri e di mogli, finalmente sorse la “scuola magistrale femminile per le allieve maestre della provincia”.
Questa grande conquista è da attribuirsi alla tenacia ed alla lungimiranza del cav. Paolo de Cristofaro, che riteneva non potesse esserci vera crescita culturale, se non attraverso l’istruzione delle donne.
La scuola a questo punto era stata istituita, ma bisognava farla funzionare e, ieri come oggi, necessitava di stanziamenti per farla progredire, la cui erogazione fu richiesta all’amministrazione comunale e provinciale.
I risultati ci furono, dato che le alunne aumentavano di numero anno dopo anno, tanto che si dovette trovare una sede stabile e più capiente: così nel 1869 l’Istituto si trasferì nell’antica sede in viale Italia, ove rimase per oltre un secolo.
Le alunne erano ospitate presso il convitto annesso, poiché giungevano da tutta la provincia; la loro giornata si svolgeva tra  studio e scuola. Le materie che esse apprendevano erano storia, geografia, lingua italiana, pedagogia, aritmetica, catechismo, calligrafia e canto.
La scuola non aveva ancora un riconoscimento statale, ma, grazie all’interessamento di Francesco De Sanctis, già nel 1875 fu avviata la procedura per renderla parificata, con l’assunzione di maestri vincitori di concorso, per lo più provenienti da Napoli. Il “decreto del pareggiamento” venne emesso, però, il 19 giugno del 1883. Tuttavia importante per la sua sopravvivenza fu il fatto che la scuola fu “regificata” l' 11 ottobre 1885, quando venne emesso “il R. Decreto in forza del quale, in nome di Umberto I, per grazia di Dio e volontà della nazione Re d'Italia, la Scuola Normale femminile superiore provinciale di Avellino è convertita, a far tempo dal 1° ottobre corrente, in Scuola Normale Femminile Governativa, col concorso della Provincia".
La storia dell’Istituto continua con la sua dedicazione al cav. Paolo Emilio Imbriani, voluta dalla Deputazione provinciale, dato il suo impegno per la giustizia ed essendo egli professore di Diritto Naturale e Diritto delle Genti, nonché segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione, letterato, umanista e poeta, amico di Francesco De Sanctis e di Carlo Poerio.
Nel 1923, per effetto della riforma Gentile, la R. Scuola Norma­le Femminile diventò il R. Istituto Magistrale "P. E. Imbriani " e così fuconosciuta fino al 1940. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 i locali furono requisiti dagli alleati e gli alunni dispersi in vari luoghi nella città. Erano tempi difficili e anche la scuola sopportò il peso dell’occupazione, ma non per questo venne meno, perché al termine della guerra diventò nuovamente una presenza significativa, tanto che per l’accresciuto numero degli alunni e per le cattive condizioni in cui era stata lasciata la struttura, il Comune preferì costruire un nuovo edificio, che nel 1976 potè ospitare l’intero Istituto, lasciando il vecchio palazzo ad altra destinazione.
Purtroppo il terremoto del 1980 lo danneggiò, ma in seguito esso fu ristrutturato e poté ampliarsi ancora di più, poiché, al passo con i tempi, come corre l’obbligo di essere alla scuola, furono richieste delle sperimentazioni che si affiancarono all’Istituto magistrale. La prima sperimentazione,  messa in atto con successo dal Preside, prof. Francesco Acone, e dal vice-preside, prof. Giuseppe Argenziano, fu l’istituzione del Liceo Linguistico; successivamente gli furono affiancati gli altri indirizzi sperimentali del Liceo  Socio-Psico-Pedagogico e del Liceo Scientifico-Tecnologico. In vista  della fine dell’ormai vecchio indirizzo magistrale, già nel 1998/99 venivano richieste ed attuate altre due sperimentazioni importanti per la promozione culturale e della scuola e della città: quelle del Liceo Classico e del Liceo delle scienze Sociali (quest’ ultimo Liceo è l’unico del suo genere presente in provincia). Queste ultime sperimentazioni furono attuate qualche tempo dopo l’arrivo del Dirigente prof. Giuseppe Collina che si impegnò perché l’Istituto svolgesse sempre più il ruolo di diffusore di cultura.
Negli ultimi anni, anche in attuazione dell’autonomia scolastica, l’Istituto si è sempre più proposto sul territorio come agente di formazione intellettuale, promuovendo attività culturali che hanno sempre cercato di mettere al centro l’apprendimento e la crescita culturale dei discenti, al fine di formare cittadini consapevoli delle loro scelte sociali.
Molti e numerosi sono stati i presidi ed i professori  che si sono impegnati in questo compito, e tutti i precedenti e gli attuali sarebbero degni d’essere citati, ma l’elevato numero impedisce di farlo e citarne solo alcuni danneggerebbe gli altri. Coloro che volessero conoscerli potranno avvalersi dell’opuscolo intitolato all’Istituto e scritto da uno di essi, il Preside Tullio Landri.
Comunque una scuola è grande e importante se ha grandi professori; e la validità della proposta culturale dell’”Imbriani” è confermata dall’elevato numero di alunni, che ne hanno fatto la scuola più frequentata della città, tanto che è stato necessario dividerla in due Istituti.

 ….. e oggi

E’ nato così, nell’anno scolastico 2007/2008, il Publio Virgilio Marone, erede del precedente Istituto Magistrale Statale “Imbriani”, che, con i suoi quasi mille alunni, già si pone tra le grandi realtà istituzionali del territorio, candidandosi a qualificare sempre più e meglio la nostra provincia sul piano culturale, e si presenta come una  scuola aperta alle istanze di una società moderna, proiettata verso una società cosmopolita ed europea.
A seguito dell’attuale riforma (decreto L. 89 del 15 /03/2010) esso si configura come Liceo delle Scienze Umane,  Liceo delle Scienze Umane con opzione economico-sociale, Liceo Classico.
La Dirigente Scolastica, preside Angiola Pesiri, che è giunta a presiedere dall’ anno scolastico 2007/2008 il nuovo Istituto, tende a valorizzare le professionalità  presenti nell’Istituto e a rilanciare le potenzialità, che questo contesto culturale e didattico già offriva, in direzione delle innovazioni della recente riforma. L’impegno del dirigente scolastico e le scelte educative degli organi collegiali per l’attivazione di un rapporto integrato con le istituzioni ed i servizi locali sono rivolti ad affermare la centralità del Liceo Publio Virgilio Marone sul territorio, quale valido centro di formazione umana e culturale.
La Dirigente, attenta ai processi innovativi delle istituzioni scolastiche europee, da anni partecipa ad iniziative comunitarie per proporre all’estero la conoscenza  del Liceo “Publio Virgilio Marone” e, attraverso il confronto di percorsi formativi diversi da quelli italiani, per promuovere una visione più ampia, moderna ed aggiornata dell’offerta formativa della nostra scuola. Significative per una positiva ricaduta sono state le visite-studio collegate al programma “Education and Culture - Lifelong Learning Programme”, rivolte a  proiettare e confrontare la nostra progettualità di Istituto su tematiche rilevanti quali:  The European dimension at school (a.s. 2007/2008 Katowice POLONIA); The environmental education as a part of education for sustainable development  (a.s. 2008/2009 Bourgas BULGARIA); Favourable Education – Key to future (a.s. 2009/2010  Tartu ESTONIA).
Nel corrente anno scolastico, all’interno del  «Focus on Secondary Schools in England and on the European Dimension», organizzato per il prossimo mese di marzo dall’ISP (International Study Programmes) a Southampton (INGHILTERRA) nell’ambito del programma BEST-COMENIUS, curerà la presentazione di aspetti significativi del piano dell’offerta formativa.

L’intitolazione del Publio Virgilio Marone

L’intitolazione “Publio Virgilio Marone”, deliberata dagli OO.CC., non è una scelta casuale e tiene conto di due fattori.
Il primo riguarda la connotazione culturale classica dello storico Istituto “P.E.Imbriani”, punto di riferimento nella formazione pedagogico-umanistica in Avellino ed in tutta la provincia irpina, del quale il vero erede è proprio il “P. Virgilio Marone” per i suoi indirizzi socio-psico-pedagogico, classico e scienze sociali.
Il secondo è di natura letteraria, in quanto nell’Eneide Virgilio presenta la valle d’Ansanto e la “bocca” sulfurea della Mefite, in Irpinia,  quale porta d’ingresso degli Inferi

Un luogo c’è sotto i monti del centro d’Italia
famoso, le valli d’Ansanto, il fianco boscoso
d’un colle con alberi densi la chiude; nel mezzo di gonfio torrente frà sassi tortuoso passa lo strepito.
Ivi un’orrenda caverna e la cruda porta di Dite
si mostrano: vasta voragine dove Acheronte prorompe apre sue fauci pestifere; ed ivi scomparsa l’Erinni, nume dell’incubo, libera il cielo e la terra.”
( VII, 563-570 ).

e le “mura d’Abella

“Dei campi paterni non contento, il figliolo
Già vastamente allora in sua mano teneva
Le genti Sarraste e le piane bagnate dal Sarno,
di Rufra e Batulo gli uomini e le campagne Celemne;
poi quanti guardan dall’alto le muura d’Abella, la ricca di mele,
avvezzi con uso teutonico a scagliar le cateie:
riparo al cappo han cortecce strappate dai sugheri,
bronzee brillan le pòelte, brillano bronzee le spade”
(VII, 736-743)

Il rispetto di una tradizione scolastica e le poetiche citazioni di luoghi irpini hanno, quindi, motivato la presente intestazione, che vuole ribadire come la cultura in generale e l’esperienza didattica in particolare siano anche momenti di conoscenza, di identità e di valorizzazione del territorio.

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